Book's Corner
(vetrina di romanzi, novelle e saggi scritti da Giuseppe O. Longo)

Teoria dell'informazione
Di alcune orme sopra la neve
L'acrobata
Congetture sull'inferno
Lezioni di lingua tedesca
I giorni del vento
Il nuovo Golem
La gerarchia di Ackermann
Il fuoco completo
Homo technologicus
Avvisi ai naviganti
Prove di città desolata
Il simbionte. Prove di umanità futura
Il cervello nudo
Trieste: ritratto con figure
La camera d'ascolto
 
 

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G. O. Longo
Teoria dell'informazione
Boringhieri [corso Vittorio Emanuele II  86, 10121 TORINO]
Serie di Informatica, 1980, Lire 60000, Eur 30.99

    L'autore, che è tra i primi cultori in Italia di teoria dell'informazione, delinea in questo volume un panorama particolareggiato di questa affascinante disciplina. Dopo aver introdotto il concetto d'informazione e i problemi connessi con la sua rappresentazione e trasmissione, vengono affrontati e discussi gli aspetti particolari della teoria:dalla codifica di sorgente alla teoria della distorsione, dai canali di trasmissione alle sorgenti di Markov, alla codifica universale. Nelle numerose appendici sono raccolti argomenti collaterali e strumenti matematici impiegati frequentemente nel corso dell'esposizione. Esauriente e aggiornato (parecchi risultati sono originali e molto del materiale appare per la prima volta in un volume), il libro si rivolge agli studenti dei corsi di laurea in ingegneria elettronica, in matematica e in scienze dell'informazione. Il docente potrà ricavarne il materiale per un corso universitario con molte possibilità di scelta. Il libro inoltre può essere utile per coloro che intendono approfondire lo studio di questo argomento e spingersi, almeno in certi settori, fino alle soglie della ricerca. Una preparazione di base di analisi matematica e qualche nozione di calcolo delle probabilità facilitano la lettura del volume, che peraltro è autosufficiente.
 

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G. O. Longo
Di alcune orme sopra la neve
Campanotto Editore
(Via Michelini 1, 33100 UDINE)

    Che cosa spinge il giovane fisico Enrico Hecker ad abbandonare il tranquillo sentiero degli studi scientifici per imbarcarsi in un'altra impresa, ben più urgente e misteriosa? A poco a poco il malioso Centro di ricerca, che freme e palpita e si avvolge in sè come un immenso essere vivente, lo seduce e lo abbaglia, inducendolo a ridisegnare la mappa, inesatta, che gli è stata consegnata al suo arrivo e che lo ha fatto più volte smarrire. ``Rifare la carta è necessario'', spiega il vecchio tipografo Alvise ad un Enrico sfiduciato e confuso, ``ma non bisogna sperare di riuscirci''.
       In questo rapporto inscindibile tra necessità e fallimento, tipico di tutte le grandi imprese umane, si svolge la parabola di Enrico. Rinunciando agli affetti, all'amicizia, all'amore, armato solo della sua logica di scienziato e della sua ingenua tenacia, il giovane fruga nelle plaghe smisurate del Centro, scopre cortili erbosi, rimesse abbandonate, officine deserte, casamenti pieni di bambini vocianti, personaggi femminili misteriosi e dolcissimi. Ma la notte, mentre inerpicato sul suo alto sgabello disegna la nuova mappa, Enrico sente con dolorosa chiarezza che non è possibile racchiudere in una carta precisa e rigorosa il Centro, perché il centro è la vita, con la sua calda, molteplice e tumultuosa fioritura. Quell'impresa folle lo distrae da tutto il resto:  non solo lo svia dai suoi amati studi, ma lo mette in urto con il potente Amministratore e lo allontana dai colleghi: soprattutto gli impedisce di trasformare in un rapporto più profondo i suoi fugaci contatti con Francesca, di cui ha per un momento la certezza, o l'illusione, di essere innamorato.
       Questo romanzo è la storia di un'incapacità radicale di vivere e di amare. Enrico si aggira trasognato negli immensi spazi del Centro alla vana ricerca di una giustificazione razionale al magma vorticoso e bollente che lo circonda e di cui percepisce a tratti l'incommensurabile profondità. Questa profondità variegata e mutevole vorrebbe affrontare con i rigorosi e infallibili metodi della scienza, che da lontano lo guarda col suo volto pallido e severo. Ma quest'impresa che non può riuscire pian piano si trasforma da innocente passatempo in maniacale ossessione. Nè Alvise con la sua bontà, nè Magda col suo erotismo prorompente, nè Irma con la saggezza intuitiva del cuore riescono a strapparlo al suo delirio. Solo quando è lontano dal Centro, nella sua città natale, Enrico ritrova un po' di equilibrio, soprattutto, paradossalmente grazie a una madre soffocante e a De Fanti, un vecchio compagno di studi ritrovato per caso, ottuso e massiccio, che entra nella vita dalla parte giusta, con la volgare sicurezza dei vincitori.
       Enrico invece baratta l'azione con la conoscenza: ma nella conoscenza si annida il germe della distruzione e della colpa, e la colpa si deve espiare.
       È una delle tante chiavi di lettura di questo romanzo complesso e metaforico, che si dispiega contemporaneamente su molti piani, ma che si legge anche come una semplice e tesa avventura con pagine di struggente bellezza, quando affronta temi come l'amore, l'anima, la metafore, il labirinto. Onirico e allusivo, pieno di sotterranei rimandi tra luoghi e tempi diversi, pervaso da una misteriosa circolazione di simboli e di fatti, impregnato di una sensualità turgida e trattenuta, il racconto prende a poco a poco il lettore e lo conduce , tra esaltazioni e tormenti, fino al lontanissimo muro di cinta che delimita il perimetro del Centro, luogo rischioso, annunciato a più riprese e colmo di un'insostenibile tensione simbolica. Per compiere la sua prospezione topografica, Enrico oltrepasserà quel limite, vagherà nell'altissimo silenzio del tramonto fra le collinette innevate, coperte di alberelli stenti, scruterà di lontano le luci del misterioso Quadrivio in cerca di un segno, ma alla fine, guardandosi intorno nella sera che rapida lo avvolge, scorgerà solo le sue orme sopra la neve.
 

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G. O. Longo
L'acrobata
Giulio Einaudi Editore
(collana ``I Coralli'', pp. 178, Eur 12,39)

      Esiste veramente l'Enigma, la macchina per decodificare ogni linguaggio cifrato? È stata mai utilizzata dai tedeschi durante la guerra? Dove si trova oggi? E, soprattutto, è in grado di cambiare la vita d'un uomo?
      Un acrobata dell'esistenza insegue la verità scientifica per poi tradirla in cambio di due parole: leggerezza e silenzio. L'esordio einaudiano di G. O. Longo ha le mosse di un giallo: il protagonista insegue l'Enigma, una macchina per la decrittazione universale, cioè in grado di decodificare qualsiasi messaggio a prescindere dal codice usato. Forse studiato da un professore estone negli anni Trenta, l'Enigma fu poi realizzato dal III Reich come arma di controspionaggio. Ma il giallo sfuma in un gioco di specchi, in una ridda di ipotesi cosmologiche e in un percorso mitteleuropeo, geografico e letterario da cui il protagonista esce irrimediabilmente diverso. Un viaggio senza termine del dolore concluso sul filo di un'identità ritrovata. Senza rete.
 

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G. O. Longo
Congetture sull'inferno
Mobydick [Corso Mazzini 85 - 48018 Faenza, Ravenna]
(collana ``I Libri dello Zelig'', pp. 168, Eur 10,33)
 

     È uno di quei rari libri per i quali non ci pare azzardato l'uso degli aggettivi ``fantastico'' e ``straordinario''.
     I quattordici racconti che compongono Congetture sull'Inferno rientrano a pieno titolo in tali catgorie, sia per la loro qualità che per i loro contenuti stilistici.
     Longo è capace di spaziare con mano sicura tra generi e atmosfere che vanno dal cupo al grottesco, dal gotico al fantascientifico, sempre mantenendo viva nel lettore una tensione e un'attenzione che si esauriscono solo dopo l'ultima pagina.
 

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G. O. Longo
Lezioni di lingua tedesca
Hefti Edizioni[Milano]
(collana ``Piccole Hefti Edizioni'', 1996, pp. 129,  Lire 14000 Eur 7,23)

Questo libro propone tre nuovi racconti: "Lezioni di lingua tedesca",   "Da un paese lontano"  e  "Rumpelzimmer".
Rispetto a molti altri testi dell'autore, questi racconti si distinguono per la mancanza di quegli elementi fantastici, a volte fantascientifici o pseudoscientifici, che sono spesso un tratto caratteristico del suo universo narrato. Qui l'ambiente è circoscritto e ben definito, ed è per lo più l'ambiente triestino, inteso non solo come luogo fisico, ma pure come topos  spirituale: un luogo della mente in cui i personaggi si mettono nevroticamente alla ricerca della propria identità e dell'identità altrui, colti come in bilico tra passato e futuro, mentre frugano con angoscia esistenziale tra le ombre e le pieghe dell'essere. E' il mondo di Svevo e di Freud, della  stessa  Trieste  che stenta a trovare la sua identità nel vano tentativo di rincorrere i sogni passati, entrando a ritroso nel futuro.

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G. O. Longo
I giorni del vento
Mobydick [Corso Mazzini 85 - 48018 Faenza, Ravenna]
(collana ``I Libri dello Zelig'', pp. 176,  Eur 10,33)
 

Nella scrittura di Longo, a volte densa e umorale, a volte rarefatta e cristallina, la dimensione del reale sfuma e si confonde con quella onirica. Non c'è spaziop (in questa nuova, convincente prova di uno dei migliori narratori italiani contemporanei) per il compiacimento formale o per sovrabbondanze retoriche - mentre emerge nitida la capacità di ricreare rispondenze e rapporti fra il reale e il fantastico, la superficie e l'abisso, l'anima e il corpo.
 

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G. O. Longo
Il nuovo Golem
Universale Laterza
(Eur  7,75)
 

Come l'informatica cambia non solo il mondo delle cose, ma anche il nostro modo di pensare. Una sintesi stimolante della rivoluzione informatica, con i suoi  vantaggi e i suoi rischi, la sua storia e l'impatto sulla società e sullo sviluppo delle altre scienze.

Per il lettore che è ancora solo curioso, si propone la lettura della stimolante intervista curata da Paola Musarra per INFO@Perla'99 (MeDea).
 

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G. O. Longo
La gerarchia di Ackermann
Mobydick [Corso Mazzini 85 - 48018 Faenza, Ravenna]
(collana ``I Libri dello Zelig'', 1998,  pp. 368, Eur 12,39)

     Fra le stregate geometrie di Longo scorre un fiume tumultuoso di ricordi concentrici che sgorgano dai sedimenti limacciosi del tempo: un enigmatico plico giunto dall'Ungheria fa riaffiorare alla memoria di Guido Marenzi una storia d'amore e di pazzia che ha vissuto a Budapest vent'anni prima e dalla quale è uscito spezzato.
     Imprigionato tra l'afa dell'eros e quella del destino, accompagnato dalla musica greve del Castello di Barbablù e dal pensiero ossessivo della morte, Guido ripercorre per ventiquattr'ore quella lontana vicenda, e dal lavorio della memoria emerge trasformato. Sul finire del giorno si sente pervaso da una mitigata speranza: liberandosi dal groviglio di dolore e di tribolazioni che l'ha rinchiuso in un vortice d'orrore, vede comparire un mondo diverso,  forse più dolce e placato.
     Sullo sfondo una città di vento, incerta sempre tra il mare e i continenti, ombrosa, pronta a chiudersi e a soffrire: `` Trieste divora la propria carne. Docile, rassegnata, dolorante, si mangia dolcemente le braccia e piange dagli occhi folli. Intanto la bora soffia, mena fendenti, sotto i suoi colpi anche le menti più robuste vacillano ... ''.
 

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G. O. Longo
Il fuoco completo
Mobydick [Corso Mazzini 85 - 48018 Faenza, Ravenna]
(collana "I libri dello Zelig", 2000, pp. 144,  Eur 10,33)
Prima edizione: Studio tesi, Pordenone, 1986, Premio Selezione Comisso 1987

Il volume è la riedizione, completamente rivisitata dall'autore, del suo testo d'esordio che, quando venne pubblicato nel 1987, meritò il Premio Selezione Comisso, rivelando un narratore di talento capace di inserire nei racconti tensione, inquietudine e una rara capacità di introspezione e di "scavo" psicologico nei suoi personaggi. Un talento confermato dalle opere successive che comunque rappresentano l'evoluzione dei temi affrontati in questo libro.
 

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G. O. Longo
Homo technologicus
Meltemi
(collana "Mutazioni", 2001, pp. 216, Eur 15,49)
 

L'Homo technologicus è un ibrido di uomo e macchina, figlio dell'attuale crisi della scienza e di un mondo trasformato dalla tecnica. Nelle riflessioni di questo libro inusuale (nel quale a fianco dell'argomentazione saggistica emergono forme particolari di narrazione) vengono analizzati prodotti e caratteristiche dell'impresa tecnologica, con l'intento di inserire la tecnologia nella più ampia prospettiva della cultura umana e dell'epistemologia. L'autore prende in esame le figure di automi dall'antichità fino ai moderni robot che dovrebbero prendere il posto dell'uomo, le nuove forme di intelligenza artificiale e gli sviluppi recenti della tecnologia, con un capitolo finale dedicato a Internet.
 

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G. O. Longo
Avvisi ai naviganti
Mobydick [Corso Mazzini 85 - 48018 Faenza, Ravenna]
(collana ``I Libri dello Zelig'', 2001, pp. 224, Eur 11,36)

Il volume raccoglie alcuni racconti di Giuseppe O. Longo. Racconti che fotografano il nostro "male di vivere", la nostra inadeguatezza di fronte al mistero e agli abissi insondabili dell'anima. I personaggi di Longo sono vittime di malattie insolite, di passioni tardive o di eventi imprevedibili che improvvisamente rovesciano gli orizzonti consueti nel loro contrario. Tutti si portano dentro una ferita non sanata, una nostalgia, un rimpianto. L'amore li sfiora con dita leggiadre o urticanti, la pena di vivere senza capire li opprime: allora il crollo, la ribellione, un delitto, una mutilazione.
 

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G. O. Longo
Prove di città desolata
Mobydick [Corso Mazzini 85 - 48018 Faenza, Ravenna]
(collana ``I Libri dello Zelig'', 2003, pp. 160, Eur 11,00)

(...) Con una tecnica narrativa di forte intensità visionaria, che lo conferma tra i grandi protagonisti del racconto italiano, Longo conduce il lettore attraverso labirinti di desolazione fin sull'orlo di abissi crudeli, sui quali tuttavia si stende ogni tanto l'ala misericorde di una mitigata speranza (...)
 

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G. O. Longo
Il simbionte. Prove di umanità futura
Meltemi
(collana ``Le melusine'', 2003, pp. 261, Eur 20,50)

Da sempre la nostra specie si ibrida con gli strumenti che costruisce: in realtà homo sapiens è sempre stato homo technologicus, un ibrido di uomo e tecnologia in perpetua trasformazione. Ma nel mondo che ci stiamo costruendo, il vecchio homo sapiens, o meglio i primi simbionti, a bassa intensità tecnologica, non sono più a loro agio e vengono via via sostituiti da altre creature, a tecnologia sempre più intensa, che tendono ad adattarsi alla corrispondente successione di ambienti sempre più artificiali. Giuseppe Longo ci narra l'avventura di questo simbionte che, avviato a un futuro post-umano, forse superumano, è tuttavia lacerato dal disadattamento tra la componente biologica e quella tecnologica e si volge al passato con nostalgia.

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G. O. Longo
Il cervello nudo
Nicolodi
(collana ``Civiltàplanetaria, framing 2'', 2004, pp. 161, Eur 10,00)

Quattro drammi che offrono un saggio significativo della produzione teatrale e radiofonica di Giuseppe O. Longo. Dall'onirica fantasia notturna de Il cervello nudo, percorsa da una struggente nostalgia mediterranea e venata di slanci esistenziali e di sofferenze fantascientifiche, si passa alla devastazione allucinata e crudele de Il casellante, all'orrore ancestrale de Sulla rotta di Città del Capo per approdare al delirante, nostalgico e comico monologo di Era una roccia, il colonnello, dove una vedova di volta in volta afflitta, tenera e prepotente racconta, o inventa, un'improbabile storia di malattie e una girandola di comiche vicende.

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G. O. Longo
Trieste: ritratto con figure
Mobydick
(collana ``I libri dello Zelig'', 2004, pp. 208, Eur 13,00)

Scrive Fulvio Senardi, che in questo "libro Longo mette in risonanza una città, Trieste, e l'umanità che ne popola gli ambienti (...)" e poi si domamda "È proprio questo Trieste, o essa vien fatta vibrare dei fertili miraggi di una fantasia incline ad angosciosi stupori?". La risposta è la seguente: "Poco importa: un altro tassello va comunque ad aggiungersi al suo mito, consacrandola, nel segno di una provocatoria alterità a icona di una collettiva condizione esistenziale".

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G. O. Longo
La camera d'ascolto
Mobydick
(collana ``I libri dello Zelig'', 2006, pp. 192, Eur 13,00)

È questo un vero e proprio romanzo in dieci quadri, ciascuno col suo stile, con la sua musica, col suo colore: un esitare sul limite del sogno, un cauto avanzare, un prudente richiudersi, segni tutti di un'irrimediabile inettitudine alla vita, di una debolezza patologica, di un'incertezza ora impassibile ora tribolata.

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Last updated: September 2006